Chi cerca casa cosa cerca? Casa Doxa 2021

Must-have 2021/22 Chi cerca casa cosa cerca?

1 cosa grande e tre “piccole”, i criteri che faranno scegliere la casa del 2022..

Cecilia Massignan Home Staging
Casa Doxa 2021, must-have della casa 2022

Casa Doxa anche quest’anno ha offerto un panorama non scontato di quelli che sono i desideri di chi cerca casa. I mesi trascorsi hanno cambiato l’importanza di alcuni criteri, ne hanno portati altri in primo piano.

Oltre alle priorità che più facilmente si possono intuire, ovvero giardini, terrazze, prossimità dei servizi e contesto “umano”, 4 must-have potranno fare la differenza nella scelta di una casa.

1- Adesione ad una Comunità energetica locale, autosufficienza energetica

Sapete di cosa si parla? Se non lo sapete non è un problema, fate parte di quel 90% circa di italiani che ancora non ne sa niente, è una possibilità ancora quasi sconosciuta, ma implica, e non è poco, la ricerca dell’autosufficienza energetica, reintroducendo nuovi incentivi per le rinnovabili tali da coprire il costo dell’impianto e che si vanno ad aggiungere agli sgravi fiscali già esistenti.

In coda al post trovate un estratto della guida pubblicata da Enea con tutte le specifiche relative ad obblighi ed i incentivi, qui invece il link alla guida completa

https://www.enea.it/it/seguici/pubblicazioni/pdf-volumi/2020/guida_comunita-energetiche.pdf

Quali possono essere altri criteri che orientano la scelta?

2- Colonnine elettriche per la ricarica per l’auto

Dal sondaggio Doxa risulta che, nei prossimi due anni, il 43% degli intervistati ha intenzione di acquistare un mezzo elettrico ed il 37% afferma che la presenza di una colonnina elettrica sarebbe “molto” importante nella valutazione della scelta.

3- Spazi storage condominiali per le consegne Amazon

Con l’aumento notevole delle consegne a domicilio, indispensabile durante i periodi di lockdown, è diventato importante avere, all’interno del condominio, uno spazio attrezzato per la consegna ed il deposito in sicurezza delle merci. Vecchie lavanderie in disuso, ripostigli dimenticati, sottoscala inutilizzati, è giunto il vostro momento 😊. Avere uno spazio per il recapito dei pacchi può essere una facility di notevole importanza!

4- Spazi open air per orti domestici

Balconi, terrazze, piccoli giardini, con la pandemia hanno assunto nuova importanza anche come approvvigionamento supplementare di frutta e verdura self-made, attrezzarli opportunamente può essere una chance di preferenza supplementare.

Tutte le statistiche di Casa Doxa 2021 potete trovarle qui

https://www.bva-doxa.com/expertise/casadoxa/

Qui invece un estratto della guida Enea alle comunità energetiche locali, buona lettura!

"Ad oggi, la regolamentazione italiana in materia di autoconsumo collettivo e comunità energetiche rinnovabile consiste nell’articolo 42-bis, inserito nel Decreto Milleproroghe (convertito nella legge n. 8/2020 in 29 febbraio 2020). La regolamentazione attuale cerca di collettare dati ed elementi utili all’attuazione delle Direttive, oltre a consentire investimenti visti gli obiettivi stabiliti nel Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC). D’accordo con le disposizioni del Decreto Milleproroghe, l’autoconsumo collettivo è fatto da una pluralità di consumatori ubicati all’interno di un edificio in cui è presente uno o più impianti alimentati esclusivamente da fonti rinnovabili. Gli impianti possono essere di proprietà di soggetti terzi (come ESCO) e usufruire di specifici benefici, come le detrazioni fiscali. La disposizione relativa alle comunità energetiche prevede che i soggetti che partecipano devono produrre energia destinata al proprio consumo con impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza complessiva non superiore a 200 kW. Per condividere l’energia prodotta, gli utenti possono utilizzare le reti di distribuzione già esistenti e utilizzare forme di autoconsumo virtuale. Figura 4. Esempio di tipologia di comunità energetica 14 La comunità energetica rinnovabile deve essere formata dai consumatori ubicati nella rete elettrica di bassa tensione, sotto la medesima cabina di trasformazione di media/bassa tensione. I partecipanti mantengono i loro diritti come clienti finali, compreso quello di scegliere il proprio fornitore ed uscire dalla comunità quando lo desiderano. La partecipazione è aperta a tutti gli utenti sotto la stessa cabina elettrica, compresi quelli appartenenti a famiglie a basso reddito o vulnerabili. L’energia condivisa all’interno della comunità è pari al minimo, in ciascun periodo orario, tra l’energia elettrica prodotta e immessa in rete dagli impianti della comunità e l’energia elettrica prelevata dall’insieme dei membri associati. L’energia è considerata condivisa per l’autoconsumo istantaneo anche attraverso sistemi di accumulo. Per promuovere l’utilizzo di sistemi di accumulo e la coincidenza fra produzione e consumo, è stata stabilita una tariffa d’incentivo, per remunerare l’energia autoconsumata istantaneamente. Per accedere agli incentivi, l’impianto deve essere nuovo, ossia, installato dopo il 1º marzo 2020. La tariffa d’incentivo sarà cumulabile con le detrazioni fiscali, ove disponibili, e sarà stabilita in valori differenti, conformemente alla tipologia di seguito: a) Energia condivisa nell’ambito dell’autoconsumo collettivo (stesso edificio o condominio): 100 €/MWh; b) Energia condivisa nell’ambito delle comunità energetiche rinnovabile (stessa cabina elettrica di media/bassa tensione): 110 €/MWh; La norma prevede anche la restituzione di alcune voci in bolletta a fronte dell’evitata trasmissione dell’energia in rete che questi impianti permettono, con conseguente sgravio che ARERA quantifica in 10 €/MWh per l’Autoconsumo Collettivo e in 8 €/MWh per le CER sull’energia condivisa. Per fino la remunerazione dell’energia immessa in rete a Prezzo Zonale Orario, che, secondo RSE “si potrebbe assumere pari a circa 50 €/MWh. Quindi la somma di tutti i benefici ammonterebbe a circa 150-160 €/MWh. Le detrazioni fiscali esistenti applicata al fotovoltaico sono del 50% in 10 anni o anche la nuova detrazione fiscale del Ecobonus 110% in 5 anni – ma, in questo caso, solo per i primi 20 kWp di potenza e in questo caso con il nuovo incentivo calcolato solo sulla quota di produzione a partire da 20,01 kWp dell’impianto. Figura 5. Incentivi ACC/CE x detrazioni fiscale, per potenzia installata Mentre l’autoconsumo collettivo negli edifici potrà essere gestito dal proprio condominio, le comunità energetiche posso adottare la forma di qualsiasi entità capace di agire a proprio nome e essere destinataria di obblighi e diritti. Nei due casi, la partecipazione deve essere aperta, basata su criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori. Questo vuoi dire che, se il condominio installa un impianto di generazione nell’edificio, tutti i condomini interessati devono potere aderire all’autoconsumo collettivo. Allo stesso modo, in una comunità energetica in corso di creazione, tutti gli utenti interessati, afferenti 15 alla medesima cabina elettrica di media/bassa tensione, hanno il diritto di aderire alla comunità (cooperativa/associazione/ecc.). L’adempienza agli obblighi condominiali è uno dei criteri obiettivi per l’accesso alla comunità. È anche possibile creare categorie di membri distinti tra loro, che si differenziano per il fatto di essere soci utenti (quelli che non partecipano all’investimento per l’istallazione del sistema di generazione o accumulo) e soci utenti/investitori (quelli che supportano finanziariamente l’installazione del sistema di generazione o accumulo). In entrambi i casi, gli utenti mantengono il loro fornitore di elettricità e possono uscire dallo schema di autoconsumo collettivo o della comunità energetica in qualsiasi momento. In caso di recesso anticipato, la compartecipazione agli investimenti sostenuti deve risultare equa e proporzionata"





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